
La pandemia, l’entità oscura e la Vittoria della Luce
Dicembre 12, 2025
Reincarnazione, memoria dell’anima e il risveglio dell’umanità
Marzo 5, 2026Breve premessa. Come arrivano i messaggi dall’Akasha
Bisogna sempre ricordare che le informazioni che mi arrivano sono vibrazionali. La mia mente deve poi tradurre queste frequenze in immagini, parole, sensazioni e suoni. Molto spesso il flusso è rapido, come un raggio di luce che attraversa ogni strato dell’essere. Ecco perché, a volte, quello che scrivo risulta spesso frammentato, non per mancanza di chiarezza, ma perché la verità spirituale non segue le regole del pensiero lineare.
Per maggior chiarezza, assieme ai messaggi cercherò di inserire anche un’analisi approfondita su ciò che mi è stato detto.
Visoko, Bosnia, Giza, Cina e altri luoghi sparsi per il mondo: siti distanti migliaia di chilometri, eppure uniti da un filo invisibile che attraversa millenni. Mentre il pianeta sembra accelerare verso un salto evolutivo, ho ricevuto in Akasha un messaggio denso, vibrante, che ridefinisce il vero scopo delle piramidi. Non sono tombe per faraoni defunti, né semplici monumenti celebrativi, ma generatori di energia infinita, rigeneratori del corpo, della mente e dello spirito, ponti cosmici tra la Terra e il cosmo e di riconnessione con la Fonte di Vita.
Il messaggio arriva chiaro, come un raggio che penetra il velo: le piramidi producevano un’energia vitale capace di rivitalizzare organismi, connettere l’iniziato al Sé Superiore, alla conoscenza divina, all’armonia e all’origine stellare.
Un raggio luminoso saliva verso il cielo, visibile persino dallo spazio, mentre sotto le strutture fluivano acque pranizzate e acque del Nilo per Giza, da sorgenti sotterranee per le piramidi bosniache – che caricavano pilastri spiraliformi di rame, zinco, quarzo e silicio. Erano come un enorme computer biologico, un cristallo planetario che immagazzinava dati dalle stelle e riequilibrava le griglie energetiche della Terra.
Questa visione trova eco anche nella storia recente e antica.
Le ricerche condotte da Semir Osmanagich e dai suoi team di fisici e ingegneri hanno rilevato fenomeni energetici straordinari sulla Piramide del Sole a Visoko. Dalla sommità parte un fascio di energia continuo, con un raggio di circa 4,5 metri e una frequenza di 28 kHz, che cresce in intensità man mano che ci si allontana verso l’alto. Sotto la struttura, placche di ferro generano campi elettromagnetici potenti, mentre due corsi d’acqua sotterranei interagiscono: il superiore produce altissime concentrazioni di ioni negativi (fino a 50.000/cm³, benefici per il benessere), e il più profondo genera elettricità naturale. Cristalli di quarzo trovati sia sulla piramide che nei tunnel Ravne amplificano queste energie, creando un sistema di risonanza. (Sam Osmanaghich, Piramidi dimenticate in Bosnia e nel mondo - Le origini della civiltà sono da riscrivere)
Queste scoperte riecheggiano nella descrizione fatta nel messaggio akashico: non una semplice pietra, ma un chakra terrestre vivo, pulsante di blu e verde, pronto a riequilibrare chi sa connettersi.
Proprio come l’acqua sotterranea nelle bosniache genera energia vitale, ioni negativi e campi elettromagnetici che nutrono e riequilibrano, così millenni fa la piana di Giza non era un deserto spoglio, ma una terra fertile dal clima tropicale, dove le piene del Nilo lambivano regolarmente la Grande Piramide. Secondo un’antica leggenda araba, la Sfinge stessa sarebbe stata eretta per simboleggiare proprio “la fertilità donata dalle inondazioni del Nilo”.
Già al tempo di Erodoto era opinione comune che la Grande Piramide non era solo stata costruita su “una sorta di isola” alimentata da un canale collegato al Nilo, ma che sotto di essa ci fossero delle camere sotterranee.
Robert Richardson, medico ed esploratore inglese nel 1816 scrisse:
“C’è un fossato largo e profondo scavata nella roccia a metà della facciata orientale della piramide grande e che corre parallela ad essa. È più largo di una strada per carri e discende dalle due estremità verso il centro. È semisommerso dalla sabbia e, dal lato orientale, lo raggiunge un canale simile a una conduttura d’acqua. Sono portato a credere che ia questo il canale attraverso il quale l’acqua del Nilo penetrava nella piramide.”
Sempre secondo il messaggio akashico, le piramidi erano un punto di connessione tra la materia e i mondi sottili, tra il campo sottile e il piano delle intelligenze cosmiche, capaci di modulare l’energia terrestre come se fosse un accordatore cosmico. Erano state concepite come una forma di tecnologia vivente e sacra, in perfetto equilibrio con le energie cosmiche e le frequenze di amore. Le possenti strutture seguono tutte le proporzioni armoniche, sezioni auree e geometrie stellari.
Prendendo come esempio la Grande Piramide di Giza, essa incorpora nelle sue dimensioni una conoscenza precisa e intenzionale delle misure della Terra e del cosmo, codificata in scala ridotta con un fattore moltiplicatore di 43.200 – un numero legato al ciclo di precessione assiale terrestre (25.920 anni per un giro completo, diviso e moltiplicato in proporzioni armoniche). Il perimetro della base della piramide (circa 921–923 metri) moltiplicato per 43.200 corrisponde approssimativamente alla circonferenza equatoriale del pianeta (circa 40.075 km), mentre l’altezza originaria (con il rivestimento, circa 146,6 metri) moltiplicata per lo stesso fattore riproduce il raggio polare della Terra (circa 6.357 km). Queste corrispondenze, con una precisione stimata tra il 99,3% e il 99,7%, indicano che i costruttori possedevano una misurazione esatta della forma oblata del pianeta (o geoide) e del suo moto precessionale. Inoltre, la struttura integra la sezione aurea (φ ≈ 1.618), π (pi greco ≈ 3.1416) e altre costanti matematiche universali, rendendola non solo un modello scalato dell’Emisfero Settentrionale, ma un osservatorio geodetico e cosmico capace di allineare mappe antiche, tracciare cicli astronomici e creare una risonanza armonica perfetta tra la piramide e il pianeta stesso – un ponte vibratorio che, secondo queste visioni, la rendeva un generatore energetico o un “computer geodetico” in sintonia con le energie cosmiche e terrestri.
Proseguendo nel messaggio akashico, emerge che le piramidi furono costruite da antiche civiltà stellari, Atlantidee, pre-atlantidee e da stirpi di “uomini-dei” o umani evoluti collegati alle civiltà stellari. Erano esseri in armonia con il cosmo e con le frequenze della Terra. Nati per equilibrare le energie planetarie, in costante comunicazione con il cielo e le stelle, con altre dimensioni.
Questa idea trova un parallelo nelle ipotesi avanzate da Graham Hancock nei suoi libri come Magicians of the Gods – in cui si racconta che una civiltà altamente avanzata sia stata annientata da un catastrofico impatto cometario avvenuto più di 12.000 anni fa. Secondo questa ricostruzione, una cometa gigante si sarebbe frammentata in una miriade di pezzi, molti dei quali con diametro superiore ai due chilometri, colpendo principalmente il Nord America intorno al 12.900 a.C.
L'evento avrebbe causato lo scioglimento improvviso e massiccio di colossali masse di ghiaccio, scatenando alluvioni devastanti, maremoti su scala globale e l'innalzamento di immense nubi di polvere nell'alta atmosfera. Queste nubi avrebbero oscurato il pianeta per un lungo periodo, bloccando i raggi solari e determinando un raffreddamento climatico rapido e duraturo, noto come Younger Dryas – un intervallo di circa 1.200 anni di condizioni quasi glaciali che interruppe bruscamente il riscaldamento post-glaciale. Questo scenario catastrofico trova eco in numerosi miti del diluvio universale presenti in diverse tradizioni, inclusa la narrazione biblica.
Hancock dedica ampio spazio all'Ipotesi dell'Impatto del Younger Dryas (Younger Dryas Impact Hypothesis), supportata da evidenze come la presenza diffusa di nanodiamanti – diamanti microscopici formatisi in condizioni estreme di pressione e calore elevatissimi, considerati un indicatore diretto (proxy) di impatti cosmici. Tali nanodiamanti, insieme ad altri marker come microsfere magnetiche, platino anomalo e vetro fuso, sono stati rilevati in strati geologici corrispondenti al confine del Younger Dryas su vasta area, in molteplici siti globali.
Secondo i ricercatori che sostengono questa ipotesi, inclusi team che hanno analizzato i dati, una parte significativa dei frammenti cometari – alcuni di dimensioni enormi – sarebbe rimasta in orbita dopo il primo impatto e avrebbe colliso nuovamente con la Terra intorno al 9600 a.C. Questa seconda fase, collocata nell'Atlantico Settentrionale, avrebbe provocato l'inabissamento delle sette grandi isole del Mar Occidente, note collettivamente come Atlantide.
Si trattava di una società tecnologicamente e scientificamente evoluta, che si era sviluppata nell'arco di circa 10.000 anni raggiungendo il culmine del suo splendore. Questa civiltà avrebbe conquistato e colonizzato vaste regioni: dall'America Centrale e Meridionale al bacino mediterraneo, all'Europa meridionale, al Medio Oriente e a parti di Asia e Africa, diffondendo conoscenze agricole, architettoniche, scientifiche e tradizioni culturali. Da sottolineare che, secondo alcune ricostruzioni alternative, non si definiva “atlantidea”, bensì “ennosigea”, dal nome di una delle principali tra queste sette terre/isole, chiamata En’n. (Nicola Bizzi, Atlantide e altre pagine di storia proibita)
Queste evidenze – nanodiamanti, marker di impatto e correlazioni con il cataclisma Younger Dryas – rafforzano l'idea di un evento cosmico che ha segnato la fine di un'era e l'inizio di un nuovo ciclo per l'umanità, con sopravvissuti che avrebbero trasmesso frammenti di sapere alle culture successive.
Anche negli scritti di Platone e in tutti i racconti presenti nelle tradizioni del mondo, si narra che l’umanità dovette fare i conti con un grande cataclisma migliaia di anni fa. Un evento terribile che portò la distruzione di Atlantide. Diverse culture in tutto il mondo narrano di dei e semidei: popoli culturalmente e tecnologicamente molto avanzati, spesso descritti come esseri luminosi o intermedi tra il divino e l’umano.
Nel contesto egizio, un documento antico di straordinaria importanza – il Canone Regio (o Papiro dei Re), conservato al Museo Egizio di Torino – fornisce un indizio unico su questa casta dominante da cui discendevano i faraoni e contiene un elenco di re che hanno governato per un lungo periodo dieci netjeru (termine che significa divinità o dei) nell’epoca del sep tepi (il Primo Tempo). A loro fanno seguito i Shem-su-Hor, tradotti come i “Compagni di Horus” o “Seguaci di Horus”, che governarono i paese prima del 3100 a.C. Erano considerati “spiriti venerabili” o semi-divini, custodi di conoscenze sacre, e il loro simbolo era il falco di Horus. Secondo il papiro, questi esseri regnarono per 13.420 anni (o 13.400 anni secondo alcune interpretazioni) prima dell’ascesa al trono di Menes (o Meni), il leggendario re che unificò l’Alto e il Basso Egitto, inaugurando la prima dinastia storica intorno al 3100 a.C. Manetone, un sacerdote di eliopoli vissuto attorno al quinto secolo a.C. parla di un periodo di 24.925 anni prima dell’ascesa al trono di Menes, il primo re dinastico. (Andrew Collins, Il sepolcro degli ultimi dei. Da Atlantide alle piramidi, nuove rivelazioni sulla genesi della nostra civiltà).
I sacerdoti di Eliopoli, che in greco significa “città del sole” in riferimento al culto di Ra, erano convinti che i loro primi templi furono costruiti da una razza divina molto più antica che governò l’Egitto millenni prima del primo re di Horus. L’antico sapere eliopolitano era all’epoca ben conosciuto, infatti avevano la fama di essere dei grandi esperti in geometria, medicina, filosofia, astronomia. Lo stesso Erodoto disse che i sacerdoti di Eliopoli “furono i primi a scoprire l’anno solare, e a suddividerlo in dodici parti (ossia i dodici segmenti dell’eclittica e i dodici mesi lunari, ciascuno di trenta giorni)”. Aggiunse anche che i sacerdoti lo informarono che gli egizi erano stati i primi a usare “i nomi dei dodici dei, che furono poi adottati dai greci” e a innalzare “altari, statue e templi agli dei”.
Queste figure mitiche si inseriscono nel tema più ampio di una umanità primordiale evoluta – gli “Shining Ones” o Esseri Luminosi – che, secondo visioni alternative e canalizzazioni akashiche, avrebbero trasmesso saperi avanzati (agricoltura, architettura, astronomia, spiritualità) alle civiltà successive, inclusi i costruttori delle piramidi.
Prendendo come esempio la piramide di Cheope a Giza, essa contiene 2.300.000 blocchi di pietra, con una massa totale di circa 6.000.000 tonnellate. Richard Noone afferma che se tutta l’industria estrattiva nello Stato dell’Indiana si dedicasse alla produzione di blocchi di pietra, ci vorrebbero 81 anni per produrre il numero di blocchi necessari alla costruzione della piramide di Cheope, con tecnologie moderne. Eppure, per realizzare questa incredibile impresa, venne compiuta in soli 23 anni (con blocchi di pietra che pesano anche 80 tonnellate), dove ogni pietra doveva essere tagliata, trasportata e posata ogni due minuti.
Per non parlare della durezza dei blocchi di calcarea (da 4 a 5) e di granito (5 e 6). Mi chiedo come abbiano fatto a scalfire pietre così dure con attrezzi come il rame o il bronzo, quando solo utensili di diamante possono tagliare tali pietre. Una cosa è certa, i veri costruttori delle piramidi erano capaci di trapanare il granito con una rapidità 500 volte superiore ai migliori trapani odierni.
Alcuni studiosi come l’archeologo americano Christopher Dunn, specialista in strumentazione e tecnologia, ipotizza che i costruttori delle piramidi abbiano utilizzato la tecnica della foratura a ultrasuoni. Analizzando nuclei di foratura antichi e fori nei templi di Giza, Dunn conclude che vibrazioni ad alta frequenza (19.000–25.000 Hz) combinate con abrasivi permettevano di penetrare il granito con una velocità 500 volte superiore a quella di un trapano diamantato moderno, lasciando scanalature elicoidali perfette e spiegando la preferenza per il quarzo più duro. Questa tecnologia, secondo lui, non ha paralleli contemporanei su scala megalitica e rafforza l’idea di una conoscenza perduta, forse ereditata da civiltà pre-Atlantidee, capace di accordare la materia con il suono e le vibrazioni cosmiche. (The Giza Power Plant: Technologies of Ancient Egypt (1998)
Nei libri di Christopher Dunn, in particolare nel suo lavoro principale The Giza Power Plant: Technologies of Ancient Egypt(1998), e in discussioni correlate nei suoi scritti successivi, viene evidenziato che le dimensioni della Grande Piramide di Giza incorporano corrispondenze matematiche precise con le misure della Terra, rafforzando l'idea che non sia una tomba, ma un dispositivo progettato con conoscenza avanzata del pianeta e del cosmo.
Dunn nota che molti rapporti dimensionali della piramide (base, altezza, perimetro) riflettono proporzioni terrestri su scala ridotta, spesso moltiplicati per un fattore specifico come 43.200 (un numero legato al ciclo di precessione assiale della Terra, circa 25.920 anni diviso per 0.6 o simili calcoli armonici).
Il perimetro della base della piramide (circa 3.024 piedi o 921 metri) moltiplicato per 43.200 corrisponde approssimativamente alla circonferenza equatoriale della Terra (circa 40.075 km). L'altezza della piramide (originariamente circa 481 piedi o 146,6 metri) moltiplicata per 43.200 corrisponde al raggio polare della Terra (distanza dal polo nord al centro del pianeta, circa 6.357 km).
Queste corrispondenze non sono casuali secondo Dunn: indicano che i costruttori possedevano una conoscenza precisa della forma e delle dimensioni del pianeta (geoidale, non perfettamente sferico), inclusa la differenza tra raggio equatoriale e polare (la Terra è schiacciata ai poli). La piramide sarebbe un "power plant" acustico-elettromagnetico in risonanza armonica con la Terra stessa, convertendo vibrazioni planetarie in energia utilizzabile (microonde o altro). Le proporzioni non servono solo come "codice" matematico, ma come parte integrante del design per creare una connessione vibratoria perfetta tra la struttura e il pianeta.
Altri autori e ricercatori alternativi (come Peter Tompkins in Secrets of the Great Pyramid, che Dunn cita come ispirazione) avevano già esplorato queste scale, ma Dunn le integra nel suo modello ingegneristico: la piramide non è solo un monumento, ma un dispositivo scalato che "riflette" il pianeta per funzionare come risonatore globale, incorporando sezione aurea, π e proporzioni geodetiche per allineare mappe antiche e tracciare cicli cosmici.
Nel messaggio akashico si racconta come queste antiche civiltà usavano frequenze di risonanza per spostare i pesanti blocchi di pietra: suoni sacri, tamburi, trombe che accordavano la materia facendola fluttuare nell’etere. Grazie a questa antica tecnica, i grossi blocchi di pietra perdevano gravità e si posavano con precisione millimetrica.
La teoria che gli antichi costruttori delle piramidi riuscissero a spostare enormi blocchi di pietra con l’aiuto del suono viene riportata anche da Annie Besant in The Pedigree of Man in cui afferma:
“…queste pietre non erano sollevate con la forza delle braccia né da ingegnosi macchinari robusti assai moderni: erano sollevate da coloro che comprendevano e sapevano controllare le forze del magnetismo terrestre, così le pietre perdevano il loro peso e fluttuavano, guidate dal tocco di un dito, fino a posarsi nel punto predisposto ad accoglierle”.
Un’eco di questa conoscenza si ritrova persino nella Bibbia, nel celebre episodio delle mura di Gerico (Libro di Giosuè, capitolo 6): per sette giorni il popolo d’Israele marciò in silenzio attorno alla città fortificata, mentre i sacerdoti suonavano le trombe di corno (shofar). Al settimo giorno, dopo sette giri, al suono prolungato delle trombe e al grido unanime del popolo, le mura crollarono su se stesse. Molte interpretazioni alternative vedono in questo evento non solo un miracolo divino, ma una dimostrazione pratica del potere della risonanza sonora: frequenze coordinate, amplificate dal movimento collettivo e dal suono rituale, capaci di destabilizzare e far crollare strutture massive – lo stesso principio, invertito, che permetteva agli antichi costruttori di sollevare e posizionare enormi megaliti senza sforzo fisico apparente.
Sempre in Akasha emerge che le piramidi, sparse sul globo, formavano una rete globale per il benessere planetario. Erano degli orologi cosmici, generatori e allineatori di frequenza planetaria.
Anche qui possiamo trovare conferma negli studi effettuati da Christopher Dunn in cui sostiene che la piramide di Cheope era una vera e propria centrale elettrica. Egli afferma questo:
“Il granito contiene circa il 55% di quarzo, capace di trasformare energia cinetica in elettrica grazie all’effetto piezoelettrico. La Camera del Re è il cuore di un massiccio generatore di corrente. La piramide di Cheope è progettata per vibrare. Quella che viene chiamata la Camera della Regina è, di fatto, un generatore di idrogeno. La camera, una volta, era attrezzata come una torre di raffreddamento. Le sostanze chimiche, cloruro di zinco e acido cloridrico, venivano introdotte nel locale attraverso le aperture di ventilazione nord e sud. La reazione di questi due composti chimici crea l’idrogeno. La prova consiste nei due diversi colori delle aperture di ventilazione e nei residui di sale sulle pareti della Camera della Regina. Le sostanze chimiche in eccesso erano scaricare attraverso un pozzetto in una stanza sotterranea in profondità. L’idrogeno riempiva la Grande Galleria e la Camera del Re. Quando i risonatori nella galleria iniziavano ad agire, l’intero edificio cominciava a vibrare e a convertire le sue vibrazioni in un segnale acustico. La piramide cantava. Il suono era spinto attraverso il tunnel verso la Camera del Re, e questa iniziava a vibrare. La vibrazione del granito causava uno sforzo nel quarzo e il movimento di elettroni generava l’effetto piezoelettrico. Veniva, quindi, prodotta energia elettrica. L’idrogeno, che aveva già riempito l’intera piramide, si caricava di elettricità. A questo punto entravano in gioco le conoscenze astronomiche egizie: l’apertura nord della Camera del Re si apriva e diventava un condotto per i segnali a microonde che bombardavano il nostro pianeta. Questo segnale creato dall’idrogeno atomico veniva amplificato quando passava attraverso la piramide. Questo portava all’emissione di energia […] Che era inviata all’esterno dalla piramide sotto forma di energia elettrica.”
Le piramidi bosniache (con una datazione stimata di 35.000 anni) emergono come luoghi di guarigione profonda. La Piramide del Sole, alta oltre 220 metri (più alta della Grande Piramide d’Egitto che è di 147 metri) a Visoko emana colori blu e verdi, energie curative che riequilibrano i chakra, collegano ai cinque elementi. Tunnel sotterranei, acqua vitale, un raggio cosmico che nei mondi sottili appare evidente: non mera geologia, ma un sistema attivo, un chakra terrestre che pulsa ancora per chi sa percepire.
Eppure, per millenni, questo sapere è stato oscurato. Forze di controllo – entità da Orione, esseri grigi, poi alleati umani – hanno disattivato le griglie, bloccato il DNA umano, fossilizzato il pianeta per sete di potere. La Chiesa, in parte, ha contribuito censurando testi e misteri iniziatici (Gesù stesso, esseno, li conosceva). Ma nulla è irreversibile.
Il messaggio akashico è netto: le piramidi non sono tutte spente. Alcune sono attive, altre saranno riattivate da forze esterne del pianeta. Tutto crollerà e ritornerà di nuovo come un tempo, quando uomini e dei camminavano sul pianeta in armonia nella luce cristica.
La morsa si sta allentando. Gli esseri di luce sorvegliano il salto evolutivo del pianeta. La luce cristica – quell’amore universale che risveglia la divinità interiore – sta tornando potente.
Recenti ricerche fisiche (Journal of Applied Physics, 2018 e aggiornamenti) confermano che la Grande Piramide concentra energia elettromagnetica nelle camere interne, amplificandola in risonanza – un fenomeno che riecheggia le teorie di Tesla e di ricercatori alternativi su “macchine energetiche antiche”.
Anche la ricerca SAR del team Malanga-Biondi-Mei conferma il messaggio in Akasha. Nel marzo 2025, il Khafre Project ha annunciato – tramite analisi radar satellitare – la rilevazione di otto pilastri cilindrici verticali profondi 648 metri sotto la Piramide di Chefren, circondati da strutture spiraliformi e collegati a enormi cubi sotterranei. Sebbene la comunità accademica mainstream resti scettica, queste descrizioni riecheggiano vividamente i pilastri a spirale di rame/quarzo e i flussi energetici descritti in Akasha: supporti per un sistema di rigenerazione cosmica, attivati da acqua pranizzata e frequenze stellari. La loro disposizione creava un campo stazionario che agiva come gabbia di contenimento energetico. Erano dei risonatori sonici, dei catalizzatori piezoelettrici, regolatori di flussi vibrazionali. Potrebbe trattarsi di un primo "ricordo" collettivo che emerge nel piano fisico, in sintonia con il risveglio in corso. La Luce sta portando alla luce ciò che era nascosto.
Il registro akashico parla di memoria eterica, di vibrazioni che persistono nel campo informazionale del pianeta. Non tutto ciò che è reale è misurabile con gli strumenti attuali. L’umanità sta ricordando la sua origine stellare, la connessione divina. Le piramidi erano acceleratori evolutivi: camere di iniziazione dove l’anima viaggiava, ricordava se stessa, accelerava il percorso verso l’ascensione.
Oggi più che mai, il messaggio invita all’azione: centratevi nel cuore, diffondete amore, ascoltate il richiamo. Le piramidi non sono reliquie del passato; sono alleate del futuro. Alcune già rispondono. E se riuscissimo a sentirle?
Aprite il cuore. La Luce sta vincendo.
Barbara Mapelli

Le piramidi: generatori cosmici e portali del risveglio
"La piramide produce energia ed è capace di rigenerare il corpo, la mente e lo spirito. Con quel mezzo hanno cercato questi esseri grigi di riacquisire la loro anima. Era sia un ponte di collegamento con l'assoluto e con la fonte di vita, che un grande computer capace di generare energia infinita. Un raggio cosmico illuminava il cielo. La sua luce si vedeva anche dallo spazio cosmico. Era capace di rigenerare un corpo e dare la vita di nuovo a un corpo abbandonato dalla sua anima."
"Era capace di fare grandi cose, ma è stato disattivato. Come sono stati disattivati e distrutti molti monumenti e congegni capaci di fare simili cose. Tutti quei congegni che si collegavano alle stelle e al cosmo. Orologi cosmici capaci di generare luce ed energia per il pianeta Terra. Griglie benefiche per la rigenerazione del pianeta e il suo benessere.
Quelle forze oscure hanno bloccato per millenni queste energie e fossilizzato il tutto per scopi biechi e di potere. Alcuni grigi e altri esseri provenienti da Orione hanno continuato questo progetto di disattivazione delle griglie energetiche del pianeta. Poi sono passati con gli esseri umani e hanno disattivato il loro DNA. Pochi esseri umani hanno mantenuto intatto il loro DNA e i segreti per riattivarlo.
Le piramidi avevano delle funzioni particolari erano in contatto cosmico con le stelle. Era un rigeneratore dell'energia del prana riusciva a rivitalizzare il corpo a rigenerarlo nella sua pienezza. Era un ponte di collegamento tra l'anima dell'iniziato con il suo sé superiore, con il cosmo. Produceva energia, svolgeva funzioni per il benessere delle linee energetiche del pianeta."
Cos'è nascosto sotto le piramidi, in particolare sotto quelle di Giza?
"Sotto le piramidi ci sono diverse strutture e gallerie sotterranee dove fluiva l'acqua del Nilo e un'altra acqua pranizzata. Questo permetteva di collegare la piramide alle energie del pianeta e del cosmo. Dei pilastri di luce sotto le piramidi si accendevano quando si attivava la piramide
Ci sono dei pilastri che sorreggono la piramide, pilastri a spirale con elementi di rame e zinco, silicio e quarzo. Era come un grande computer cosmico che immagazzinava dati provenienti dalle stelle e dal pianeta.
Col tempo le antiche conoscenze degli antichi costruttori sono andate distrutte e dimenticate. Si è persa la conoscenza di cosa servissero in realtà quelle piramidi e le altre piramidi sparse per il globo. Ma niente si perde del tutto. Quelle antiche conoscenze sono sempre lì, nel mondo eterico e piano piano verranno ricordate e riattivate. Nulla è distrutto per sempre."
Chi le ha costruite?
"Le piramidi sono state costruite dagli antichi discendenti degli Atlantidei, da antiche divinità dimenticate, ma di cui è presente ancora nel ricordo delle menti aperte e di chi custodisce quella antica conoscenza perduta. Erano sacerdoti e iniziati, antiche stirpi di uomini-dei che ancora custodiscono i segreti nell’ombra."
Chi sono questi antichi sacerdoti che costudiscono i segreti?
"Sono gli eredi delle tribù essene, sacerdoti dell'antico Egitto, Eleusi e alcuni Templari e rosacrociani, anche se in minima parte, la cultura iperborea, antichi iniziati esseni, civiltà del reno. Tutte queste civiltà o persone sparse nel mondo hanno custodito frammenti di quell'antico sapere, antiche conoscenze che legavano l'essere umano alle stelle e a Dio."
Anche Gesù possedeva queste antiche conoscenze?
"Sì, lui era un esseno e lui era a conoscenza di questi antichi misteri iniziatici. Conosceva molte cose sul cosmo e sulla natura e sull'anima dell'uomo. Alcune parti della Bibbia sono state censurate o stravolte per far perdere il senso e il suo significato. La Chiesa ha commesso molte crudeltà verso l'uomo, verso la sua anima, e responsabile dell'oscurità che avvolge il pianeta e le anime incarnate su di essa. Ma tutto crollerà. Il vero sarà tolto, la Chiesa non imporrà più il suo volere e il suo potere sulle persone e sulle anime. La morsa si allontanerà fino a svanire nel nulla. La luce sarà così potente che non ci sarà niente che possano fare.
Per questo è importante, ora più di prima, essere centrati nel proprio essere, lavorare per l’amore, per diffondere quella luce cristica che si sta risvegliando in ognuno di voi."
Le piramidi sono state usate anche per fare del male?
"Il male non esiste è mancanza di luce. Alcune persone, però, le hanno usate nel modo inverso per fare del male e lo hanno fatto solo per sete di potere.
Le piramidi, se usate da persone con nessuna illuminazione o da anime a volte nell’oscurità, possono fare del male. La piramide nella sua versione opposta poteva non dare energia, ma svuotarla togliere, recidere quel contatto cosmico con le stelle. Così è stato fatto, un po' per dimenticanza di antiche conoscenze perdute e un po' per sete di potere e controllo. Sono state utilizzate dall’oscurità.
Hanno chiuso le linee energetiche del pianeta, le hanno spezzate e quell'energia di amore luce che alimentava la Terra e il cuore cristallino del pianeta è stato interrotto. Almeno in parte, perché niente è irreversibile.
Alcune piramidi hanno sentito il richiamo di quell'energia. Si sono riattivate. Altre saranno riattivate da forze esterne del pianeta. Tutto crollerà e ritornerà di nuovo come un tempo, quando uomini e dei camminavano sul pianeta in armonia nella luce cristica. "
Gli antichi costruttori come sono riusciti a spostare le pietre pesanti e come sono riusciti a costruire le piramidi?
"Le piramidi sono state costruite grazie all’uso delle frequenze di risonanza. Accordavano il suono con il suono del granito o della pietra che dovevano spostare e sollevare. Questa fluttuava nell'aria, perdeva la sua pesantezza e si azzerava. Fluttuava nell'etere fluido. Grandi trombe, tamburi, casse risonanti. C’erano delle persone capaci di agire sulla materia.
Le costruzioni delle piramidi sono sparse in tutto il globo. C'erano vari gruppi e ogni gruppo era incaricato di costruire delle piramidi sul globo. A gruppi di tre. Questi gruppi erano i saggi, saggi che erano mezzi umani e non o di origine Atlantidea. Le piramidi sono state costruite in più fasi. Oltre a questo c'erano delle strutture secondarie non meno importanti.
Le piramidi erano come un grande computer biologico che permetteva la connessione fra la Terra e altri piani del cosmo. Linee energetiche, riequilibrio delle linee energetiche.
Sono molte le informazioni che sono venute alla luce nel corso degli anni. L'uomo sta ricordando la sua origine stellare, la sua divinità, la sua connessione con il divino e con la fonte di vita. Le piramide servivano anche a questo, a riconnettere l'uomo a Dio, a vedere la vita e le incarnazioni, come un percorso evolutivo. Li aiutava a crescere nella consapevolezza, nella crescita spirituale, a connettere con altri piani sottili. Permettevano all'anima di viaggiare, di fare viaggi extra corporei. L’iniziato riceveva dei messaggi, come lo stiamo facendo ora, ma questi erano più intensi, più vivi e reali. Era come entrare nella vostra realtà virtuale. La differenza è che la vostra realtà virtuale è fredda, passiva, ti disconnette con il proprio sé superiore, con la fonte divina, con la fonte di vita. Ciò che facevano alcune piramidi, non tutte, era come entrare in contatto con diverse realtà contemporaneamente. L'anima si trovava avvolta nella luce, saliva al cielo, si connetteva con la fonte, ricordava chi era ed accelerava il processo evolutivo. Era un'iniziazione alle leggi dell'universo, alla conoscenza. Riservate ai saggi. Connetteva materia, spirito e i mondi sottili. Era un ponte di collegamento con diverse realtà che si materializzavano su un diverso piano, mentre l'iniziato era all'interno della piramide, in meditazione. Era una camera di risonanza. Vibrava con risonanza e con frequenze che si diffondevano sul pianeta e raggiungevano il cielo. Più risuonatori vibravano contemporaneamente quando la piramide si attivava completamente.
Non solo gli esseri umani utilizzavano la piramide, anche esseri stellari ed esseri extraterrestri e Atlantidei. Ma non tutti era concesso utilizzarla per questi scopi. Dipendeva dalle vibrazioni emesse dal soggetto e dalla sua preparazione, perché poteva anche svuotarli, se non utilizzate nel modo corretto. Poteva scollegarti dalla fonte di vita e svuotare la tua essenza trasformandoti in una specie di zombie, una persona svuotata quasi priva di vita. Era come se ti privasse della tua energia eterica, del tuo campo vibrazionale della tua protezione divina."
Cosa puoi dirmi delle piramide bosniache?
"Luogo di guarigione energetica, cura dell’anima, energie curative, energie ed equilibrio energetico, chakra, colori dei chakra per il riequilibrio, acqua e tunnel sotterranei, sorgente della vita blu e verde, raggio cosmico verso lo spazio, nei mondi sottili questo raggio è più evidente, colori blu verde attorno alla piramide del sole la più grande."
Chi le ha costruite?
"Antiche civiltà hanno costruito queste piramidi servivano per riequilibrare il pianeta le energie del pianeta Terra. Ci sono diversi complessi sparsi in tutto il mondo, collegati gli uni agli altri da dei tunnel sotterranei nelle profondità della terra. Assieme formavano una griglia, una rete sotterranea. Erano una fonte di energie e di benessere per il pianeta.
Con il tempo le antiche civiltà che hanno vissuto sul pianeta sono scomparse lentamente, come queste antiche conoscenze. Le anime sulla Terra si sono corrotte e non hanno più pensato al benessere del pianeta, ma al proprio.
Possedevano grandi conoscenze che derivavano da civiltà stellari e di altre dimensioni. C’erano dei saggi sacerdoti che costudivano queste verità e conoscenze. Poi, con il tempo, questo si è perso e si è dimenticato. L’umanità ha dimenticato queste antiche conoscenze. C’è stata una degradazione, una corruzione dell'anima, l'anima che si corrompe."
Chi erano queste antiche civiltà stellari?
"Erano gli eredi dei creatori dell'uomo. Arrivavano da varie parti dello spazio e dimensioni, erano portatori di pace e armonia, volevano aiutare l'uomo, la loro creazione, a evolversi e a diventare come loro, ma questo non avvenne perché altre entità ed esseri intervennero in questo loro progetto. Volevano sabotare il loro progetto, erano in contrapposizione con chi voleva solo il bene e con chi lavorava per la luce.
Per questo motivo iniziarono a corrompere l'uomo e a innestare codici che bloccassero questa evoluzione di questa loro creazione. La manipolarono e crearono da queste altre specie di esseri umani per renderli loro schiavi e dominare il pianeta Terra. Volevano distruggere ciò che avevano fatto, distruggere il lavoro di Dio. Lavorarono anche nei mondi sottili, con la corruzione dell'anima dell'uomo, per non farlo ascendere, per non farlo elevare verso l'alto, verso altre dimensioni. "
Questi saggi erano i costruttori delle piramidi?
"Sì, in un certo senso sì. Erano un collegamento spirituale con mondi superiori. Loro davano le indicazioni su come costruire le piramidi, poi questo collegamento si è perso e sono rimasti solo antichi scritti, testi su come furono costruite. In fondo sotto la piramide c'è un pozzo, dove c'è una specie di scrigno contenitore dove sono state seppellite le conoscenze antiche dei costruttori delle piramidi. "
"Gli antichi costruttori delle piramidi erano antiche civiltà stellari e umani evoluti, pre-atlantidei. Costruirono le piramide per l'equilibrio della Terra. Erano esseri in armonia con il cosmo e con le frequenze della Terra. Nati per equilibrare le energie planetarie. Era una comunicazione con il cielo e le stelle, con altre dimensioni. Era un ponte tra il materiale e l'immateriale, con la coscienza che va oltre al piano fisico, punto di collegamento con il cosmo. Era una fonte di rigenerazione cellulare e riequilibrio della Terra. C'erano più piramide nel mondo, diverse le civiltà che le hanno costruite, ma collegate a un'unica civiltà collegata alle stelle."
Perché tutto si è spento e dimenticato?
"Nulla si è spento. Le informazioni esistono ancora in uno stato vibratorio e sono lì pronte per chi sa ricevere e ascoltare. Alcune piramide sono ancora attive, altre invece giacciono addormentate, pronte per essere riattivate ancora. Grande catastrofe che ha generato onde gigantesche e movimenti del pianeta. Squilibrio nel campo geomagnetico terrestre. Squilibrio nei mondi sottili e nel campo informazionale, nel campo vibratorio della Terra. Frammentazione della realtà dovuta anche a fattori esterni voluti da entità non benefiche, che volevano bloccare e imprigionare le energie della Terra e del cosmo, collegamento tra la Terra e altri punti nello spazio, come le griglie planetarie, come i chakra dell'uomo. "
Le piramidi in Bosnia sono attive?
"Sì, sono attive nella forma in cui l'uomo riesce a percepirle. Le piramide si attivano grazie all'energia e alla volontà di essere evoluti nella coscienza e nello spirito. Sono state costruite per essere un ponte tra materia e alte frequenze ed energie più elevate. Un tempo questa energia era più potente perché l'uomo era più connesso con il sé e con le energie sottili, con le dimensioni più alte. Ora quell'energia e quel contatto con queste frequenze sta ritornando. L'uomo è più consapevole di sé, della sua realtà ed essenza divina, è sempre più connesso a Dio e alla fonte primaria."
Che differenza c'è tra le piramidi della Bosnia e quelle in Egitto?
"Sono diverse nella disposizione e nella struttura sotterranea, ma la funzione era la stessa. In Egitto erano collegate alle stelle e ai pianeti, seguivano una configurazione del cielo. In Bosnia, invece, era più legata alla terra e all'acqua, ai cinque elementi. Non erano legate a qualche stella nel cielo perché diversi erano gli esseri che la costruirono, benché fossero parte dello stesso gruppo di civiltà che avevano le stesse conoscenze. Erano legate alla Terra, alla Madre Terra, al ciclo cosmico, all'acqua e ai cicli divini. Entrambe erano progettate per svolgere la stessa funzione.
Pensa alla terra e al cosmo come una griglia energetica e ai chakra.
La piramide di Bosnia è un chakra."
Tumulo trovato in Bosnia.
"Antica sede dei costruttori delle piramidi. Luogo di ascolto, preghiera, contatto con il cosmo. Sala di meditazione, contatto con altre dimensioni. Aperture, canali, meditazione. Antiche conoscenze, saggi, sacerdoti. Sala di meditazione al centro del tumulo. Grande cristallo per la meditazione e contatti con il cosmo, con altre frequenze e mondi sottili.
C'erano sette persone che abitavano in quel tumulo."
La morsa si sta allentando. Gli esseri di luce sorvegliano il salto evolutivo del pianeta. La luce cristica – quell’amore universale che risveglia la divinità interiore – sta tornando potente.
Sette sono i giorni della creazione, sette i chakra, sette i cieli, sette i pianeti classici, sette i sigilli dell’Apocalisse, sette i colori dell’arcobaleno, sette le note musicali.
È il ponte tra il mondo materiale (4, stabilità terrena) e quello spirituale (3, trinità divina), unione tra stabilità e dimensione celeste, associato alla Luna e a Nettuno, pianeti legati all’inconscio e alla spiritualità.
Le piramidi sono profondamente legate alla sezione aurea e al rapporto con π, ma in esoterismo i suoi rapporti e percorsi interni evocano spesso il sette: alcune interpretazioni dicono che i corridoi rappresentino un percorso iniziatico in 7 stadi, associato ai 7 chakra o ai 7 gradi di iniziazione misterica. Nella tradizione ermetica egizia i 7 principi di Thoth/Hermes vengono messi in parallelo con l’architettura delle piramidi. Nelle tradizioni tolteche e maya il 7 simboleggia le direzioni cosmiche.
I 4 punti cardinali + zenith + nadir + centro = totale 7, che rappresenta la totalità dell’universo. Sette livelli di ascesa spirituale, sette cieli, ogni sezione un piano di coscienza. Alcuni ricercatori collegano le sette piramidi ai sette chakra terrestri, centri energetici planetari; i tunnel sotterranei sarebbero percorsi iniziatici in sette stadi, paralleli al risveglio spirituale.
Le piramidi sono portali energetici. Quelle bosniache, ad esempio, incarnano i 5 elementi (fuoco, acqua, aria, terra, etere), ma il sette emerge come numero guida della connessione cosmica e dell’ascensione che si sta riattivando ora.



